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Che fine hanno fatto gli NFT collezionabili dei giochi che abbiamo recensito

Non se il gioco esiste ancora, ma se il mercato dove quegli oggetti si scambiavano funziona.

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Dopo aver controllato quali giochi rispondono ancora al loro indirizzo, ci siamo accorti che avevamo risposto alla domanda sbagliata. Chi ha comprato oggetti dentro questi giochi fra il 2021 e il 2023 non si chiede se il sito apra: si chiede se quegli oggetti si riescano ancora a vendere, e a chi. Sono due cose diverse, e la differenza fra le due è, in sostanza, il contenuto di questo articolo.

Siamo quindi tornati sui giochi di cui abbiamo scritto e, invece dei siti, abbiamo interrogato i mercati: quelli ufficiali e quelli generalisti, contando le offerte aperte, le vendite concluse negli ultimi trenta giorni e il prezzo più basso a cui si trova qualcosa. Tutto quello che segue è stato rilevato il 30 ottobre 2026, e dove non siamo riusciti a verificare lo diciamo, perché su questa materia il silenzio viene scambiato troppo facilmente per una conferma.

Il caso che riassume tutto: un gioco chiuso che vende ancora

Zed Run, le corse di cavalli digitali, è chiuso. Non rallentato, chiuso: lo studio che lo faceva ne ha annunciato la dismissione e il gioco è stato spento il 28 febbraio 2025, sostituito da un successore su un'altra catena in cui, come l'annuncio diceva esplicitamente, «nessuno dei cavalli NFT verrà trasferito nel nuovo gioco»; e perfino il centro di assistenza è stato chiuso, tanto che chi cerca aiuto finisce su una pagina di Zendesk che dichiara che quel servizio non esiste più.

Eppure i cavalli ci sono. La collezione su un mercato generalista è lì, con un prezzo minimo di 0,0002 WETH, cioè circa quarantacinque centesimi di dollaro. Venti mesi dopo la chiusura del gioco che dava loro un senso, quegli oggetti restano formalmente acquistabili.

Sull'indirizzo del gioco, peraltro, è successa una cosa che vale la pena raccontare per esteso, perché è una lezione di metodo. Interrogandolo dai nostri strumenti automatici, zed.run risponde con un errore — «Error C0-01-3. Unsupported player network» — e ci eravamo quasi convinti che fosse bloccato. Riprovando da una normale connessione domestica italiana si apre invece benissimo: quel messaggio non è un blocco geografico ma un filtro contro le reti dei centri dati.

Due schermate affiancate dello stesso indirizzo zed.run: a sinistra una pagina bianca con la scritta «Error C0-01-3. Unsupported player network»; a destra una scheda su fondo scuro intitolata «Bridge your ZED to Base».
Lo stesso indirizzo, lo stesso giorno. A sinistra la risposta a una richiesta automatica partita da un centro dati; a destra quello che vede una normale connessione domestica italiana. Non un gioco: un ponte per spostare il gettone su un'altra catena.

Quello che si apre, però, non è un gioco. È una pagina intitolata «Bridge your ZED to Base», cioè uno strumento per trasferire il token da una catena all'altra, con l'indirizzo del contratto in bella vista e un bottone per collegare il portafoglio. Dove c'erano le corse di cavalli adesso c'è un ponte per i gettoni: nessun gioco, nessuna scuderia, nessuna corsa. Vale come l'immagine più efficace di tutta questa rassegna.

Resta una cosa che non siamo riusciti a verificare: quanti di quei cavalli si siano davvero scambiati negli ultimi trenta giorni, perché i dati di volume di quella collezione richiedono un accesso che non abbiamo.

E il caso opposto: un gioco che funziona e non vende niente

Kolobok Adventures, che recensivamo nel marzo del 2023, risponde perfettamente. Il sito apre, il gioco si presenta con la sua pixel art, e non c'è un avviso di chiusura da nessuna parte.

Pagina iniziale di Kolobok Adventures: logo in pixel art, la riga «Breed Pixel Creatures, Play Classic & Extra Adventures, Collect Art NFTs» e i pulsanti «Log in» e «K2 Packs».
Nessun avviso, nessuna scusa, nessun banner di chiusura. Kolobok apre oggi come apriva nel 2023. A essersi fermato non è il gioco: è il suo mercato.

Il suo mercato, però, è fermo. Nella collezione ufficiale ci sono trentasette oggetti in vendita e, negli ultimi trenta giorni, zero vendite. L'ultimo scambio risale all'8 agosto 2026, cioè ottantatré giorni prima della nostra verifica. In tutta la vita della collezione le vendite sono state centotrentotto. C'è chi vende, insomma, e non c'è chi compra, il che vuol dire tecnicamente scambiabile e praticamente illiquido.

Si aggiunge peraltro un dettaglio tecnico che vale la pena conoscere, perché riguarda parecchi giochi su quella catena: i Kolobok originali sono stati emessi con uno standard diverso da quello che il mercato principale tratta, il che significa che gli oggetti del gioco vero e proprio non si scambiano lì. Quello che si trova sul mercato sono i pacchetti. Un mercato per gli originali non siamo riusciti a trovarlo, il che non vuol dire che non esista.

Il numero di scambi non dice niente sul valore

È l'errore più facile da fare leggendo questi dati, e due giochi lo illustrano meglio di qualunque ragionamento.

Alien Worlds, di cui scriviamo dal 2021, ha un mercato vivacissimo: 230.012 vendite in trenta giorni. Sembra un dato straordinario, finché non si guarda quanto valgono: in tutto circa 2.950 dollari, che divisi per il numero di scambi fanno poco più di un centesimo di dollaro per oggetto, e del resto gli attrezzi hanno un prezzo minimo di quattro decimillesimi di dollaro. È dunque un mercato che si muove moltissimo e non trasferisce quasi nulla.

Axie Infinity è il più liquido dell'intero gruppo, e di gran lunga: 287.890 vendite in trenta giorni per circa 335.000 dollari, con oltre centomila axie in vendita in questo momento su dodici milioni esistenti. Qui il denaro si muove davvero. Ma il prezzo minimo è 0,0002 ether, cioè quarantacinque centesimi, e le vendite che abbiamo visto concludersi mentre interrogavamo stavano fra i cinquanta centesimi e i quindici dollari. Il mercato funziona benissimo, tuttavia quello che ci passa dentro vale pochissimo.

Vale la pena ricordarlo a chi avesse in mente le cifre del 2021: non è che non si venda, è che si vende a prezzi che allora nessuno avrebbe considerato prezzi.

Quello che ha tenuto il valore è la terra

C'è però una categoria che si comporta in modo del tutto diverso dalle altre, ed è la stessa in tutti i giochi che la prevedono: i terreni.

Le parcelle di Decentraland partono da 1.900 MANA sul mercato ufficiale, circa centotrentasei dollari, e ce ne sono centodiciassette in vendita più ottantasette tenute. Le LAND di The Sandbox hanno un prezzo minimo di 0,0222 ether, circa cinquanta dollari, distribuite fra venticinquemila possessori. Le parcelle di Somnium Space stanno a 0,03 ether, circa sessantasette dollari. E perfino dentro Alien Worlds, dove gli attrezzi valgono frazioni di centesimo, i terreni partono da centocinquantasette dollari — con appena centosessantasette offerte aperte, che è il segno di un bene tenuto stretto.

Su Decentraland il mercato non è nemmeno fermo: contando a mano le vendite di parcelle nei trenta giorni fino al 29 ottobre ne abbiamo trovate centonovantuno, per circa 16.200 dollari complessivi, e l'ultima giornata ha registrato uno scambio da 45.000 MANA, cioè oltre tremila dollari. Precisiamo che quel conteggio l'abbiamo fatto noi scorrendo l'elenco ufficiale delle vendite, perché il filtro per data di quel servizio non si comporta come dovrebbe.

Il prezzo minimo dipende da dove si guarda

Una cosa che non ci aspettavamo, e che è utile sapere prima di vendere: per lo stesso identico bene, il prezzo più basso cambia a seconda del mercato su cui lo si cerca.

Le parcelle di Decentraland partono da circa centotrentasei dollari sul mercato ufficiale, dove si paga in MANA, e da circa ottanta dollari sul mercato generalista, dove si paga in ether. Sono due libri di offerte diversi, denominati in valute diverse, che non si parlano. Chi vende dovrebbe guardarli entrambi; chi compra, ovviamente, pure.

Un gioco che ha cambiato catena senza chiedere niente a nessuno

Merita una nota Gods Unchained, perché è l'unico caso in cui una migrazione tecnica è stata gestita bene. Nel giugno del 2025 tutte le carte sono state spostate su un'altra rete, e l'annuncio diceva due cose che raramente si leggono insieme: «Tutti gli NFT scambiabili di Gods Unchained esistenti su Immutable X saranno migrati su Immutable zkEVM» e «Non è richiesta alcuna azione da parte tua». Chi possedeva carte non ha dovuto fare nulla.

Il mercato di quelle carte oggi è attivissimo come numero di offerte — ne abbiamo contate oltre milleduecento senza arrivare in fondo, con inserzioni create nei minuti stessi in cui guardavamo — e insieme desolante come prezzi, visto che si parte da meno di due centesimi di dollaro. Del mercato ufficiale sul sito del gioco, invece, non siamo riusciti a dire niente di certo: la pagina risponde ma restituisce un guscio vuoto, e preferiamo scriverlo così piuttosto che dedurne una chiusura.

La sorpresa: il più vecchio di tutti è vivo

E arriviamo al dato che non avremmo scommesso. CryptoKitties, il gioco del 2017 da cui è cominciato tutto, funziona. Il sito risponde, il suo sistema restituisce dati veri, e soprattutto il suo libro d'aste dichiara 162.139 vendite aperte, un numero che a nove anni di distanza non ci saremmo aspettati. Abbiamo aperto a campione una di quelle aste: è un'asta al ribasso con scadenza nell'aprile del 2027, cioè qualcosa di genuinamente in corso e non un residuo dimenticato.

I gattini hanno un prezzo minimo di poco più di un dollaro, centotredici vendite negli ultimi trenta giorni e 122.432 possessori, che è di gran lunga il numero più alto di tutta questa rassegna. Nove anni dopo, con un valore unitario ridicolo rispetto alle cifre di allora, è il collezionabile più diffuso che abbiamo trovato.

Una cautela, comunque, la dobbiamo: non abbiamo misurato quante di quelle centosessantaduemila aste siano davvero vive e quante siano inserzioni ormai inerti. Il numero è quello che il sistema dichiara.

Quello che non siamo riusciti a verificare

Lo elenchiamo per esteso, perché su questi argomenti ci sembra comunque la parte più onesta di tutte.

I dati di volume di Zed Run e di Axie sul mercato generalista richiedono un accesso che non abbiamo. I volumi delle LAND di The Sandbox che quel mercato restituisce sono palesemente incoerenti — indicano duecentocinquantaquattro vendite a fronte di una cifra in ether vicina allo zero — e li abbiamo quindi scartati invece di pubblicarli: restano buoni il prezzo minimo, i possessori e il numero di vendite. Del mercato di Somnium Space non possiamo dire nulla, perché la pagina non mostra contenuti senza un browser vero. E non abbiamo potuto provare quattro indirizzi che la nostra uscita di rete rifiuta, il che non significa affatto che siano spenti.

Che cosa portarsi a casa

Tre cose, e nessuna richiede di avere un'opinione sulle criptovalute.

La prima è che il gioco e il mercato sono due cose separate, e controllare solo il primo porta a conclusioni sbagliate in entrambe le direzioni: Zed Run è chiuso e i suoi cavalli si vendono, Kolobok è aperto e i suoi oggetti no.

La seconda è che il numero di scambi va guardato insieme al valore, altrimenti si scambia un mercato di centesimi per un mercato florido. Duecento trentamila vendite in un mese sembrano moltissime finché non si scopre che valgono tremila dollari in tutto.

La terza è che, in questo settore, ha tenuto il valore soltanto la terra. Gli oggetti consumabili — attrezzi, carte, creature — sono finiti a valere frazioni di centesimo quasi ovunque, mentre le parcelle stanno ancora a due o tre cifre su tutte le piattaforme che le prevedono. Il perché esula da questo censimento; che sia andata così, invece, lo abbiamo contato.

Chi volesse rifare questi controlli per conto proprio, su un gioco che qui non compare, trova il procedimento nella guida su come si capisce se un NFT collezionabile vale ancora qualcosa.

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