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The SandboxAnalisiAncora valido

The Sandbox nel 2026: la stagione che si gioca nel browser, il ponte violato e un SAND da quattro centesimi

Un montepremi che oggi vale 28.000 dollari, metà del personale licenziato nel 2025 e un avviso su CoinGecko fermo da agosto.

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Alla fine del 2021 su questo sito pubblicavamo il video ufficiale dell'Alpha di The Sandbox, e pochi mesi dopo spiegavamo come si vincevano i biglietti per la seconda stagione, in un momento in cui entrare nel metaverso di Animoca Brands era un piccolo privilegio da conquistare. Cinque anni dopo l'ingresso è diventato libero, al punto che una parte dei giochi si apre direttamente nel browser. Attorno alla piattaforma, però, è cambiato quasi tutto il resto: la società ha licenziato più di metà del personale, i fondatori non la guidano più, ad agosto un ponte verso un'altra rete è stato violato, e il gettone che doveva essere la sua economia vale poco più di quattro centesimi di dollaro. Abbiamo rimesso in fila i fatti che possiamo verificare al 6 novembre 2026, perché è da qui che dovrebbe partire chiunque possieda ancora SAND o terreni.

La stagione 7 si gioca anche dal browser

La settima stagione è partita il 25 febbraio 2026 ed è durata otto settimane, con 32 esperienze giocabili, venti delle quali costruite dalla comunità e non dallo studio. La novità che conta davvero è però un'altra, e la guida ufficiale pubblicata il giorno prima la mette in evidenza: per la prima volta alcune esperienze si potevano giocare dal browser, senza scaricare il programma, anche da quello del telefono, mentre tre erano pensate apposta per il cellulare. Per un mondo che fino ad allora chiedeva un client per computer, un portafoglio e una certa dose di pazienza è il cambiamento più concreto degli ultimi anni. È infatti quello su cui la stampa specializzata, da Decrypt in giù, ha insistito di più, e a nostro avviso a ragione.

La stessa guida contiene una frase che vale la pena citare per esteso, perché rovescia il vecchio modello del play-to-earn: «There's no purchase necessary to earn rewards in Season 7!», cioè per guadagnare le ricompense della stagione non serve comprare niente. Chi aveva un account poteva salire i 25 livelli del pass gratuito, completare le missioni e portarsi a casa gettoni e oggetti, mentre il pass a pagamento aggiungeva ricompense più alte e una chiave per partecipare alla divisione di un premio comune.

Che cosa si vinceva, al cambio di oggi

Il montepremi annunciato era di 650.000 SAND, di cui 250.000 riservati al cosiddetto Bonus Pool, diviso fra i possessori della chiave in proporzione ai punti esperienza accumulati. Il percorso gratuito del pass dava 6 SAND, dieci oggetti da equipaggiare in forma di NFT e un oggetto da collezione; quello premium arrivava fino a 66 SAND al venticinquesimo livello, oltre alla chiave per il Bonus Pool. Ai proprietari di terreni toccava un obiettivo comunitario a parte, che distribuiva fino a 40 SAND in otto tappe, e c'era anche un programma di inviti da 300 punti esperienza per ogni amico, con un massimo di dieci e la verifica d'identità obbligatoria.

Abbiamo provato a tradurle in dollari al cambio del 6 novembre 2026, e così convertite quelle cifre dicono più di qualunque comunicato. L'intero montepremi della stagione vale circa 28.000 dollari; i 66 SAND del percorso premium completo valgono meno di tre dollari, e i 6 del percorso gratuito una ventina di centesimi. Non è un giudizio sulla stagione, che come esperienza di gioco può essere riuscita benissimo. È tuttavia la constatazione che a questi prezzi il guadagno promesso dal play-to-earn, in The Sandbox, non esiste più, e che quello che resta è un gioco gratuito con ricompense simboliche, il che peraltro è ciò che molti giocatori chiedevano da tempo.

L'estate del 2025, con metà del personale a casa

Per capire perché la piattaforma si presenti oggi così bisogna tornare all'agosto del 2025, quando il giornale francese The Big Whale e poi Blockworks hanno raccontato una ristrutturazione profonda. Animoca Brands, che controlla The Sandbox, ha licenziato più della metà dei circa 250 dipendenti, attribuendo una parte dei tagli all'uso dell'intelligenza artificiale nello sviluppo. I due cofondatori, Sébastien Borget e Arthur Madrid, sono usciti dai ruoli esecutivi, il primo con il titolo di ambasciatore e il secondo con quello di presidente, e la guida operativa è passata a Robby Yung, amministratore delegato della stessa Animoca. Secondo le ricostruzioni di allora la società si stava spostando anche verso le applicazioni crypto, a cominciare da una piattaforma di lancio per memecoin sulla rete Base. I portavoce, comunque, ripetevano che la missione non era cambiata.

FrenchWeb, riprendendo la stessa inchiesta, aggiungeva un dato che dà la misura del problema: a fronte di milioni di iscrizioni, gli utenti attivi che frequentavano il mondo con regolarità erano qualche decina di migliaia. È un ordine di grandezza che nessun comunicato ufficiale ha smentito, e che spiega meglio di ogni altra cosa la scelta di aprire i giochi nel browser: quando i visitatori sono così pochi, togliere l'ostacolo del download è la prima cosa da fare.

Il 22 agosto 2026, il ponte verso Base

Il fatto più recente, e il più delicato per chi possiede gettoni, risale all'estate appena passata. Il 22 agosto 2026 qualcuno ha sfruttato l'infrastruttura che collegava il SAND di Ethereum alle sue copie sulle reti Base e BNB Smart Chain, e ha emesso su Base una quantità enorme di SAND senza copertura. I primi allarmi parlavano di oltre 500 milioni di gettoni, la società di sicurezza PeckShield ne ha poi contati circa 14,9 miliardi su due indirizzi, e altri ricercatori sono arrivati a cifre ancora più alte. Ricordiamo subito che si tratta di valori nominali, cioè di gettoni privi di copertura che non corrispondono a ricchezza reale, e che la perdita effettiva è stata molto più piccola: secondo BlockWatchdog dal ponte su Ethereum sono usciti circa 14,75 milioni di SAND, rivenduti per una ottantina di ether.

Pagina di CoinGecko dedicata a The Sandbox (SAND) il 6 novembre 2026: prezzo di 0,04349 dollari, avviso giallo sull'emissione anomala del gettone sulla rete Base, grafico delle ultime 24 ore e dati di capitalizzazione e offerta.
La pagina di CoinGecko il 6 novembre 2026. Sopra il grafico resta l'avviso sull'emissione anomala di SAND sulla rete Base, che dice ancora che la causa esatta non è stata confermata. Nella colonna a sinistra, l'offerta circolante: 2,938 miliardi su tre.

La società ha reagito spegnendo i trasferimenti da e verso Base e BNB Smart Chain. Ha poi dichiarato che «tutti i SAND trasferiti attraverso i ponti sono coperti da SAND bloccati su Ethereum, che resta del tutto al sicuro» e ha stimato l'impatto diretto sotto lo 0,01% dell'offerta totale di tre miliardi, precisando che il SAND su Ethereum e su Polygon non è stato toccato, e che lo stesso vale per i portafogli degli utenti. Le due maggiori piattaforme di scambio coreane, Bithumb e Upbit, hanno sospeso depositi e prelievi la mattina stessa, e la società ha annunciato di preparare un risarcimento per i fornitori di liquidità colpiti. Quello che due giorni dopo ancora mancava era una spiegazione tecnica di come gli attaccanti avessero ottenuto i permessi necessari. Il 6 novembre, a due mesi e mezzo dall'incidente, la pagina del gettone su CoinGecko mostra ancora l'avviso giallo, e lo abbiamo fotografato.

Un gettone da quattro centesimi, e i terreni

Il 6 novembre 2026 il SAND valeva circa 0,044 dollari, il 99,5% in meno del massimo di 8,40 toccato alla fine di novembre del 2021, con una capitalizzazione intorno ai 128 milioni. Nell'ultimo mese ha perso circa metà del suo valore e nell'ultimo anno tre quarti, e dei tre miliardi di gettoni previsti ne circolano ormai quasi 2,94 miliardi, cioè praticamente tutti. Chi lo aveva comprato nel 2021 per entrare in un'economia in crescita si trova dunque con un gettone che non ha più offerta nuova da sbloccare, ma nemmeno una domanda che cresca da sola. Insomma, il SAND oggi si muove con il resto del mercato, non con il mondo che dovrebbe rappresentare.

I terreni sono rimasti quelli di sempre, 166.464 LAND in forma di NFT su Ethereum e Polygon, ed è proprio sui terreni che la stagione 7 ha mostrato la direzione della società: fra quaranta e sessanta LAND messi all'asta ogni settimana sulla piattaforma GBM, in sette ondate, con la prima asta fissata al 25 febbraio alle 14 di Greenwich e cinquemila punti esperienza ai vincitori. Vendere terreni nuovi resta dunque, cinque anni dopo, uno dei modi con cui The Sandbox finanzia sé stesso. Chi ne possiede già uno, del resto, compete con ogni nuova ondata messa in vendita.

Il nostro giudizio

The Sandbox non è morto, e sarebbe scorretto scriverlo: la piattaforma risponde, le stagioni continuano, una parte del lavoro dei creatori è di buon livello, e la scelta di aprire i giochi nel browser togliendo l'obbligo di acquisto va nella direzione giusta. Possiamo però dire con certezza che è un'altra cosa rispetto a quella per cui è stato finanziato e comprato, cioè un'economia in cui terreni e gettoni prendevano valore man mano che il mondo cresceva. Oggi è un gioco gratuito con ricompense quasi simboliche, guidato da una società che ha ridotto di metà le persone e che ad agosto ha dovuto chiudere due ponti in fretta. Chi ci vuole giocare può farlo senza spendere niente; chi considera ancora SAND e LAND un investimento dovrebbe ragionare su questi numeri, e non su quelli del 2021.

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