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Horizon Worlds, la chiusura annunciata e il dietrofront del giorno dopo

Meta annuncia la fine della versione per visore e la smentisce il giorno dopo.

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Di questa vicenda circola una versione sola, ed è sbagliata in almeno tre punti. Dice che il 18 marzo 2026 Meta ha chiuso Horizon Worlds sui visori, che il giorno dopo ci ha ripensato, e che poi il 15 giugno l'ha chiuso comunque. Siamo andati a controllare documento per documento, e la realtà è contemporaneamente più banale e più interessante: le date sono altre, la smentita è arrivata per un canale che non esiste più, e su come sia finita davvero non esiste alcuna fonte attendibile, il che — considerato di quale azienda stiamo parlando — è di per sé la notizia.

L'annuncio è del 17 marzo, ed è un documento pubblico

Il 17 marzo 2026, alle cinque del pomeriggio ora di Greenwich, sui forum ufficiali di Meta compare un annuncio dal titolo «Updates to your Meta Quest experience in 2026», firmato da un community manager e pubblicato in due versioni, una per gli utenti e una per i creatori. La gran parte della stampa lo ha datato 18 marzo, ma il 18 è il giorno in cui ne ha scritto: il documento porta la data del 17, e Bloomberg lo aveva già battuto quel pomeriggio.

Annuncio sui forum ufficiali di Meta intitolato «Updates to Your Meta Quest Experience in 2026», firmato MetaStoreHelp, con l'elenco puntato delle scadenze.
L'annuncio come si legge oggi sui forum di Meta. Porta la data del 17 marzo e stabilisce tre scadenze, non una. A sette mesi di distanza non risulta corretto in nessun punto.

Il testo separa le due piattaforme e stabilisce tre scadenze, non una: il 24 marzo smette di essere possibile pubblicare in Horizon le catture fatte con Hyperscape; entro il 31 marzo Horizon Worlds ed Events spariscono dal negozio dei visori, e quattro mondi costruiti da Meta stessa — Horizon Central, Events Arena, Kaiju e Bobber Bay — smettono di essere disponibili; dal 15 giugno, infine, «l'applicazione Horizon Worlds sarà rimossa da Quest, e Worlds non sarà più disponibile in VR».

La versione rivolta ai creatori è più brutale, e contiene la frase che ha fatto il giro del mondo: «Per concentrare le nostre risorse sullo sviluppo mobile, stiamo ponendo fine al supporto per i mondi VR in Horizon». Lì si legge anche che dal 15 giugno sparirà la possibilità di pubblicare o aggiornare mondi, che tutti i mondi VR residui saranno rimossi dalla piattaforma Quest, e che il programma di incentivi per i creatori VR si chiuderà con gli ultimi pagamenti a maggio.

Vale la pena notare che un mese prima, il 19 febbraio, la stessa società aveva pubblicato sul blog per sviluppatori un intervento della responsabile dei contenuti di Reality Labs che annunciava lo spostamento verso il telefono con toni completamente diversi, parlando di «andare all-in sul mobile» e di «raddoppiare la scommessa sull'ecosistema VR», senza una sola riga sulla fine del supporto. È lo scarto fra quei due testi ad aver spiazzato i creatori.

Il dietrofront è del 18 marzo, ed è una storia su Instagram

Il giorno successivo all'annuncio, mercoledì 18 marzo, il responsabile tecnico di Meta Andrew Bosworth risponde alle domande del pubblico in una sessione su Instagram — non su Threads e non su X, come pure si legge in giro — e dice che la decisione è stata ribaltata: «Abbiamo deciso, proprio oggi in effetti, che terremo Horizon Worlds funzionante in VR per i giochi esistenti», aggiungendo che lo si fa per i sostenitori che si erano fatti sentire.

Nelle stesse risposte precisa i contorni della marcia indietro, che sono più stretti di quanto il titolo lasci pensare: restano in funzione i giochi costruiti sul vecchio motore, che «non funzioneranno su mobile, funzioneranno soltanto in VR», e chi ha già dei giochi che gli piacciono potrà scaricare l'applicazione e usarla sul visore «per il prossimo futuro»; non arriveranno invece giochi nuovi, perché «gran parte della nostra energia va verso il mobile». C'è anche una stoccata ai giornali: «Abbiamo annunciato che ci stiamo allontanando da Horizon Worlds in VR, e il titolo è diventato che Horizon è morto. Non lo è. E allo stesso modo la VR non è morta».

Qui serve una precisazione, perché riguarda la qualità di tutto quello che viene dopo. Di quella sessione non esiste una trascrizione integrale verificabile: le storie di Instagram durano un giorno e poi spariscono, nessuna testata ne ha pubblicato il testo completo, e le citazioni che circolano sono frammenti riportati da redazioni diverse, con qualche variante nelle parole. Un portavoce di Meta ha confermato le dichiarazioni a TechCrunch, ma la società non ha mai diffuso un comunicato proprio.

Il particolare che cambia il senso della storia

E arriviamo al punto che nessuno, per quanto abbiamo potuto verificare, ha messo in evidenza. I due annunci ufficiali del 17 marzo non sono mai stati corretti. Li abbiamo riaperti il 30 ottobre 2026, cioè sette mesi dopo, e contengono ancora alla lettera la frase sulla rimozione dell'applicazione dai visori e quella sulla rimozione di tutti i mondi VR residui: nessuna nota di aggiornamento, nessuna rettifica, nessun segno che indichi una modifica. Nella versione per i creatori i commenti risultano chiusi.

Si ha dunque questa situazione singolare: l'annuncio della chiusura è un documento ufficiale, firmato, datato, ancora online e ancora intatto; la smentita è una storia su Instagram scaduta dopo ventiquattr'ore, di cui restano frammenti riportati da terzi. Chi oggi cerca di capire che cosa sia successo trova, sul sito di Meta, soltanto la versione che Meta ha smentito.

Le conseguenze si sono viste. In un thread sui forum ufficiali, un creatore documenta che fra il 18 e il 19 maggio l'assistenza di Meta rimandava ancora al testo della chiusura, e che soltanto il 20 maggio gli è stata data l'informazione aggiornata, confermando per iscritto che i mondi VR esistenti avrebbero continuato a funzionare «per il prossimo futuro». Due mesi dopo la smentita, insomma, il servizio clienti della stessa azienda dava ancora la risposta sbagliata.

E il 15 giugno che cosa è successo?

Questa è la domanda che ci interessava di più, ed è quella a cui dobbiamo rispondere che non si sa.

Abbiamo cercato parecchio: nessuna testata ha verificato che cosa sia effettivamente accaduto alla scadenza del 15 giugno 2026. Non UploadVR, non Road to VR, non Engadget, non TechCrunch. Dopo il 20 marzo la vicenda è stata abbandonata, e l'ultimo articolo di una testata specializzata che tocchi lo stato della versione VR risale al 28 agosto. Pagine che affermano la chiusura avvenuta ne esistono, ma quelle che abbiamo controllato non citano alcuna fonte primaria e contengono errori di data verificabili: sono il tipo di contenuto che si autoalimenta, ed è da lì che arriva la versione corrente.

Quello che si trova sono indizi, e li riportiamo per quello che sono. Il 20 maggio un concorrente, VRChat, in una propria dichiarazione descrive Horizon Worlds VR come passato «in modalità manutenzione». L'11 agosto un utente apre sui forum di Meta una discussione in cui racconta che l'applicazione sul visore c'è e si avvia, ma che nessun mondo si carica e che tutti risultano con zero giocatori, mentre dal telefono gli stessi mondi funzionano — e se l'applicazione si avviava ad agosto, la rimozione annunciata per il 15 giugno evidentemente non c'è stata. Il 30 ottobre, infine, abbiamo guardato noi la scheda di Worlds sul negozio web di Meta: risponde, è ancora pubblicata e nei suoi dati strutturati risulta disponibile, con Quest 2, Quest 3 e Quest 3S fra i dispositivi elencati. È un indizio e non una prova, perché il negozio sul web non coincide necessariamente con quello dentro il visore; resta però in contraddizione con un annuncio che dava la sparizione dal negozio per il 31 marzo.

I conti, che sono l'unica cosa certa

Sul piano dei numeri, invece, si cammina sul solido, perché Reality Labs è un segmento di bilancio e Meta lo pubblica ogni trimestre. Nei conti del terzo trimestre 2026, diffusi il 21 ottobre, la divisione segna ricavi per 443 milioni di dollari — in calo rispetto ai 470 dello stesso trimestre dell'anno prima — e una perdita operativa di 4,129 miliardi, che porta il conto dei primi nove mesi a 12,775 miliardi.

Sommando le perdite operative dichiarate da Meta nei propri comunicati dal 2020 al 30 settembre 2026 si arriva a circa 96 miliardi di dollari; e siccome la cifra tonda che si legge in giro è «ottanta miliardi», conviene precisare due cose. La prima è che quella somma la abbiamo fatta noi mettendo in fila le voci ufficiali, perché Meta pubblica i trimestri e non il cumulato. La seconda, più importante, è che Reality Labs non è Horizon Worlds: dentro ci stanno i visori Quest, gli occhiali con Ray-Ban e la ricerca sulla realtà aumentata, e quanto sia costato il solo metaverso non è un dato pubblico.

Nello stesso comunicato Meta dichiara di attendersi perdite in calo e di volerle ridurre a circa quindici miliardi l'anno prossimo «riallocando gli investimenti verso altre priorità, principalmente l'intelligenza artificiale». Che è, detto dall'azienda stessa, il movente di tutta questa storia.

Quanti ci giocano, comunque, non si sa

Chiudiamo con un dato che non c'è, perché anche questa è un'informazione. L'ultima cifra assoluta e ufficiale sugli utenti di Horizon Worlds è del febbraio 2022: trecentomila al mese, Worlds e Venues insieme. Da allora Meta ha diffuso soltanto variazioni percentuali — una crescita di quattro volte per i mondi pensati per il telefono, acquisti interni in aumento del 280% nel 2025 — che senza una base assoluta non sono confrontabili con niente. Nel frattempo, l'ottobre successivo a quell'unico dato, il Wall Street Journal riferiva sulla base di documenti interni che gli utenti mensili erano scesi sotto i duecentomila e che meno del nove per cento dei mondi costruiti dagli utenti era mai stato visitato da più di cinquanta persone.

Resta il fatto, ovviamente, che su una vicenda industriale da svariati miliardi la risposta più onesta che si riesca a dare a ottobre 2026 sia che nessuno è andato a controllare. Chi avesse un visore e cinque minuti di tempo ne saprebbe più di tutti quanti noi.

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